Wednesday, August 01, 2007
31/07/07 Michelangelo Antonioni
Monday, July 30, 2007
LA PORTA PROIBITA

Non ho scritto quello che ho scritto perchè sono stato cacciato dalla Cina. Sono stato cacciato dalla Cina perchè ho scritto quello che ho scritto. E sono certo che prima o poi vi tornerò. Nel febbraio 1984 Terzani venne arrestato a Pechino, perquisito, interrogato e infine espulso dal Paese. Per quattro anni vi aveva risieduto, con moglie e figli, cercando di sentirsi veramente cinese. Aveva visto (e scritto di) cose assai diverse da quelle che appaiono agli occhi incantati dei turisti autorizzati; aveva denunciato le immense contraddizioni del socialismo maoista; aveva ammirato gli splendidi tesori di una cultura plurimillenaria insidiati da un dissennato culto del nuovo e, soprattutto, aveva viaggiato, con tutti i mezzi possibili, uscendo dagli itinerari canonici e cercando di parlare davvero con i cinesi, con la gente. Ricco di notizie e dati, di considerazioni e impressioni, La porta proibita al tempo stesso un reportage, un diario di viaggio, un saggio di sinologia contemporanea e l'appassionante romanzo di un'avventura umana.
Monday, July 23, 2007
Gold Rush
La danza dei panini
Geniali le riproduzioni e le riprese con i modelli in miniatura della capanna in bilico sul burrone, così come i meccanismi per le sue oscillazioni, con risultati di straordinario realismo. Geniale la tecnica di trasformazione del vagabondo nel pollo immaginario, effettuata tutta in camera di ripresa chiudendo e riaprendo l’obiettivo, per consentire la vestizione e la svestizione del costume, effettuata con maestria dai tecnici e dagli attori. Nelle prime riprese il pollo era interpretato da un attore della compagnia, ma il risultato non soddisfece Chaplin che alfine si sobbarcò, con piacere, anche questa parte con risultati eccelsi.
La scena celeberrima in cui cucina e mangia uno scarpone gli riserverà una spiacevole conseguenza e qualche giorno di indisposizione per l’effetto lassativo della liquirizia, di cui era composto lo scarpone, che fu consumata in quantità dato che la scena dovette essere ripetuta più volte. Indimenticabile rimane la scena del ballo con i panini, per la verità presa a prestito da un film del 1917 di Fatty che fu il primo a presentarla in pubblico. Chaplin però riuscì a caricarla di genialità e poesia con l’effetto che, durante la proiezione, alcune platee di spettatori richiesero per acclamazione la ripetizione della scena, con conseguente interruzione della proiezione per permettere il riavvolgimento della pellicola e la riproiezione.
La Febbre dell’oro fu la prima delle sue pellicole mute che Chaplin rivisitò per adeguarla al nuovo pubblico del sonoro aggiungendovi, per la riedizione del 1942, una traccia orchestrale e sostituendo gli intertitoli con un commento sonoro con la propria voce.
Saturday, July 21, 2007
Sunday, April 15, 2007
IN BOCCA AL LUPO..... Cantastorie
movimenti rapidi. Era lo zio Igi. Personaggio inqualificabile della
famiglia. Dopo trent'anni lavorati alla Piaggio, protetto dall'articolo 9
dello statuto dei lavoratori dal licenziamento per vagabondaggio aziendale,
era andato in pensione. Spacciava di avere origini Francesi e parlava un
Francese inventato che solo un Italiano poteva comprendere. Nessuno era mai
riuscito a tenere una conversazione con Igi più di un minuto perchè ogni
trenta secondi riusciva a cambiare con argomenti inadeguati. Se gli parlavi
di politica rispondeva parlado del suo grande amore per il Torino calcio e
se gli parlavi di sport lui rispondeva con il suo falso passato Francese............
Sunday, April 08, 2007
Great Dictator
Il grande dittatore è un film del 1940 diretto, prodotto e interpretato da Charlie Chaplin.
La sua prima edizione risale al 15 ottobre del 1940, nel pieno della seconda guerra mondiale. Rappresenta una forte satira del fascismo e prende di mira direttamente Adolf Hitler e il movimento nazista tedesco.
Il grande dittatore, per alcune sue peculiarità, è considerato un evento straordinario.
Nel 1997 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.
Thursday, March 15, 2007
8 1/2

Il film Otto e 1/2 trae il suo titolo dal numero dei films che Fellini aveva realizzato fino a quel momento: otto e mezzo, appunto, cioè otto films e un episodio. Esso rappresenta un viaggio all'interno della crisi dell'uomo contemporaneo, il quale non può fare a meno di entrare fino in fondo nella sua confusione attuale, confrontandosi con tutte le parti di se stesso e con tutti i personaggi, i fantasmi e i mostri dentro e fuori di lui, per arrivare ad accettarli, ad amarli, ad assegnare ad ognuno il proprio posto e la propria funzione, fino ad unificarli e a fonderli in una sintesi creativa che rappresenta il nuovo equilibrio raggiunto dalla propria personalità in evoluzione.
Il film ha un valore artistico non solo e non tanto per le cose che dice, per gli episodi o per le immagini che mostra, quanto per la struttura formale che via via emerge dalla confusione e che ce lo fa apprezzare soprattutto dal punto di vista estetico: come un quadro di un pittore contemporaneo che si forma direttamente sulla tela mescolando immagini e colori, senza un progetto definito a priori, ma trovando via via un proprio ordine formale dal di dentro, finché ci appare risolto, "finito", in base ad un criterio e ad un'emozione puramente estetici.
Thursday, March 08, 2007
SINFONIA DELLA NATURA
sentiero di purezza
ci aiuti nei momenti di paura
ci illumini con la tua bellezza.
Dentro di Te ci affacciamo alla vita
intorno a Te passiamo la nostra esistenza
conquistiamo il mondo per essere sfiorati dalle Tue dita
sei il faro della nostra conoscenza.
Con Te muoviamo i primi passi incerti
con Te diventiamo educatori della prole
davanti a Te i nostri cuori, sono come libri aperti
i tuoi sguardi, parlano più di mille parole…..
La lingua di Durante hai fatto tacere
Giacomino si è consumato per Te nei suoi pensieri
altri si sono dannati per farti piacere
a tanti hai fatto avverare infiniti desideri.
Sei stata “Angelicata”, pietra filosofale dei Trovatori
il “dolce stil nuovo” è interamente a Te dedicato
hai acceso mille passioni, infiniti ardori
del Tuo profumo, ogni uomo, è inebriato.
Questo è un giorno per salutarti
ma ogni giorno è fatto per rispettarti…..
TNX to Marco
Tuesday, February 27, 2007
SATYRICON
Il più che discusso Satyricon di Federico Fellini, fu liberamente tratto dallo scritto di Petronio Arbitro. Le riprese si conclusero definitivamente nel 1969, lasciando perplessi un po tutti gli addetti ai lavori; infatti lo stesso Fellini definì il film come un “saggio di fantascienza del passato”.
MA COME SI FA!!!
Ma come si fa a selezionare l'appartamento con il reddito pro capite più basso di tutta Firenze.
Ma come si fa ad abbordare l'appartamento due settimane dopo l'uscita dell'unico inquilino singol benestante.
Ma come si fa a voler condannare due poveri ragazzi all'ascolto di Fiorella nella spiegazione su come si ripara la serratura.... 5 ore di spiegazioni (quasi quanto la spiegazione del funzionamento termostrato).
Ma come si fa a farsi beccare in fragrante con l'orecchio sul portone.
Ma come si fa!...come si fa!...come si fa!
" Ma chi è?!?!?! No!!!! La famiglia Berselli non abita qui!!!!".
In bocca al lupo per il prossimo colpo.
Saturday, February 24, 2007
FARE UN FILM

"Dal dopoguerra in poi il cinema è stato visto, discusso, fatto, in un modo completamente diverso.
Il cinema Italiano del dopoguerra non so quanto abbia cambiato il nostro modo di vedere il mondo, ma certo ha cambiato il nostro modo di vedere il cinema (qualsiasi cinema anche quello americano). Non c'è un mondo dentro lo schermo illuminato nella sala buia, e fuori un altro mondo eterogeneo separato da una discontinuità netta, oceano o abisso. La sala buia scompare, lo schermo è una lente di ingrandimento posato sul fuori quotidiano , e obbliga a fissare ciò su cui l'occhio nudo tende a scorrere senza fermarsi. Questa funzione ha -può avere-la sua utilità , piccola, o media, o in qualche caso grandissima. Ma quella necessità antropologica, sociale, della distanza, non la soddisfa." (Federico Fellini - Fare un Film- Einaudi)
Monday, February 19, 2007
I VITELLONI

Il quarto film di Fellini. Nessuno meglio di lui conosceva la vita di quella provincia sonnolenta, dove succedono sempre le stesse, pochissime cose, dove se hai un lampo di fantasia particolare dovrai soffrire anche di più perché non ci sarà comunque uno sbocco. Quando uscì il film parve ad alcuni semplicemente l'istantanea "realista" della provincia, ma c'era molto di più, c'era il mondo ricreato di un autore unico in quella pratica, con sequenze di poesia ben oltre il "realismo", come la passeggiata "stanca" sulla spiaggia di tutti gli amici, o l'intero episodio del gruppo di avanspettacolo, un mondo per il quale Fellini ha sempre avuto un debole, e nel quale faceva rispecchiare, in grottesco, l'intera rappresentazione della vita.
Sunday, February 18, 2007

Signorina (intestazione autonoma)
veniamo noi con questa mia a dirvi, adirvi una parola, che scusate se sono poche ma 700 mila lire ;a noi ci fanno specie che quest'anno, una parola, c'e' stata una grande moria delle vacche come voi ben sapete . : questa moneta servono a che voi vi consolate dei dispiacere che avreta perche' dovete lasciare nostro nipote che gli zii che siamo noi medesimi di persona vi mandano questo perche' il giovanotto e' uno studente che studia che si deve prendere una laura che deve tenere la testa al solito posto cioe' sul collo . ; . ;
salutandovi indistintamente
i fratelli Caponi(che siamo noi)
OK....S.VALENTINO EL 23 DE NOVIEMBRE
TNX TO PELUCA BORRACHA
Thursday, February 15, 2007
LA CITTA' DELLE DONNE

Il diario di un viaggiatore che approda al Pianeta Donna (è Snaporaz, cioè Fellini, cioè Mastroianni) e cerca al tempo stesso di ritrarre se stesso, i propri ricordi, i propri sogni. Opera di straordinaria ricchezza inventiva, con immagini bellissime e una disarmante sincerità nella vena scopertamente autobiografica. Anche se infatti il film rappresenta la riflessione matura di Fellini sull'universo femminile, non si tratta di un'analisi approfondita della questione femminile. Come il precedente " Il Casanova di Federico Fellini", " La città delle donne" ci ripropone, quasi senza mediazioni (ma con il consueto tocco surreale) l'immagine che l'uomo ha della donna: uno specchio attraverso cui l'uomo mette in forse (o forse solo alla prova) il suo lato maschile e femminile, il suo carattere. In un gioco delle relazioni intricato e affascinante.
2001: odissea nello spazio
IN RITARDO PER S.VALENTINO
San Valentino, la festa degli innamorati, e' il massimo esempio di quelle che negli stati uniti chiamano le "Feste di Hallmark". Hallmark e' la grande azienda che produce cartoncini con battute preconfezionate scritte da un altro.
La Hallmark, vende un miliardo e duecentomilioni di pezzi soltanto nel giorno del martire arrapato, quattro per trecento milioni di abitanti.
La Russell, ditta che produce atroci caramelle collose smercia due miliardi di dolcetti.......
Sunday, February 11, 2007
LA STRADA

I riferimenti all'espressionismo, al simbolismo e all'umanitarismo chapliniano impregnano la trilogia della donna, iniziata nel 1954 con La strada, il suo film più fiabesco. Fellini compie un altro passo deciso verso il territorio del fantastico e ritaglia una strada moderna dalle molteplici morali, prima so-pra tutte quella della solitudine dell'uomo contemporaneo...
AMARCORD

"La mia non è una memoria nostalgica, ma una memoria di rifiuto. Prima di dare un giudizio bisogna tentare di capire: la realtà non va contemplata esteticamente, ma rivista criticamente. "Amarcord" è un film imbarazzante (...), ha un rapporto diretto con la realtà dei nostri giorni in quanto tende a suggerire il pericolo di un riproporsi in un modo meno ingenuo e meno goffo, ma più pericoloso, dello stesso tipo di società. Il fascismo è come un'ombra minacciosa che non resta immobile alle nostre spalle, ma che non di rado si allunga dinnanzi a noi e ci precede. Il fascismo è sempre in agguato dentro di noi. Così, raccontando la vita di un borgo, io racconto la vita di un paese, e indico ai giovani la società dalla quale sono nati, mostro loro cosa c'era di fanatico, di infantile, di goffo, di sgangherato e di umiliante nel fascismo e in quella società" (Federico Fellini in "Fellini - Raccontando di me", Editori Riuniti).
BLOW UP

Ispirato ad un racconto dello scrittore argentino Julio Cortazar, il film di Michelangelo Antonioni ritrae il mondo patinato della società consumistica della Londra degli anni sessanta. In questo mondo, dove le persone scontano la solitudine e l’indifferenza dovute alla mancanza di comunicazione, quest’ultima diventa una forma espressiva puramente convenzionale che riduce le cose ad un “segno” privo di una qualsiasi consistenza ontologica.
Tuesday, January 23, 2007
Monday, January 22, 2007
Sunday, January 21, 2007
Hotel Rwanda Trailer
Lacuna Culturale
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TNX BONNIE
Thursday, January 18, 2007
EQUILIBRIO
TNX SUPER ANA
Tuesday, January 16, 2007
Monday, January 15, 2007
EL OLVIDO
El olvido no es victoria
sobre el mal ni sobre nada
y sí es la forma velada
de burlarse de la historia
para eso está la memoria
que se abre de par en par
en busca de algún lugar
que devuelva lo perdido
no olvida el que finge el olvido
sino el que puede olvidar.
TNX ANA
Saturday, January 13, 2007
JUST A PERFECT DAY
tu lo chiamavi “il giorno perfetto”. lo chiamavi così con assoluta naturalezza, con assoluta e scarna purezza, come chiamavi “micio” il gatto o “réclame” la pubblicità. per te era semplicemente ovvio che nella mia vita, quella vita che amavi più di ogni altra vita, “il giorno perfetto” sarebbe arrivato. per te era una questione di tempo, non di fortuna, ma io ti assecondavo poco. anzi: non ti assecondavo affatto. sapevo leggere soltanto l’ingenua e onesta miopia del cuore, dentro il pronostico del “giorno perfetto”, e tagliavo corto, mimetizzando ruvidamente la tenerezza. ruvidamente e stupidamente. credo fosse pudore, l’impacciato pudore che tutti i nipoti provano di fronte agli eccessi d’amore delle nonne, però adesso non ha importanza: adesso vorrei perdermi nel tuo abbraccio e nelle tue lacrime felici. vorrei sbarazzarmi del pudore, finalmente, e vorrei piangere assieme a te. ridere forte assieme a te. sì. vorrei. nessuno può capire quanto lo vorrei, quanto vorrei gridarti che avevi ragione tu. cazzo. ma non ce la faccio a mentirti, angelo mio. non ce la faccio a dirti che “il giorno perfetto” è arrivato, non ce la faccio proprio, perché senza di te questo piccolo grande 2 novembre 2006, sebbene dolce e prezioso, resta unicamente un piccolo grande giorno.










