
Il film Otto e 1/2 trae il suo titolo dal numero dei films che Fellini aveva realizzato fino a quel momento: otto e mezzo, appunto, cioè otto films e un episodio. Esso rappresenta un viaggio all'interno della crisi dell'uomo contemporaneo, il quale non può fare a meno di entrare fino in fondo nella sua confusione attuale, confrontandosi con tutte le parti di se stesso e con tutti i personaggi, i fantasmi e i mostri dentro e fuori di lui, per arrivare ad accettarli, ad amarli, ad assegnare ad ognuno il proprio posto e la propria funzione, fino ad unificarli e a fonderli in una sintesi creativa che rappresenta il nuovo equilibrio raggiunto dalla propria personalità in evoluzione.
Il film ha un valore artistico non solo e non tanto per le cose che dice, per gli episodi o per le immagini che mostra, quanto per la struttura formale che via via emerge dalla confusione e che ce lo fa apprezzare soprattutto dal punto di vista estetico: come un quadro di un pittore contemporaneo che si forma direttamente sulla tela mescolando immagini e colori, senza un progetto definito a priori, ma trovando via via un proprio ordine formale dal di dentro, finché ci appare risolto, "finito", in base ad un criterio e ad un'emozione puramente estetici.