Quanti ricordi....
JUST A PERFECT DAY
tu lo chiamavi “il giorno perfetto”. lo chiamavi così con assoluta naturalezza, con assoluta e scarna purezza, come chiamavi “micio” il gatto o “réclame” la pubblicità. per te era semplicemente ovvio che nella mia vita, quella vita che amavi più di ogni altra vita, “il giorno perfetto” sarebbe arrivato. per te era una questione di tempo, non di fortuna, ma io ti assecondavo poco. anzi: non ti assecondavo affatto. sapevo leggere soltanto l’ingenua e onesta miopia del cuore, dentro il pronostico del “giorno perfetto”, e tagliavo corto, mimetizzando ruvidamente la tenerezza. ruvidamente e stupidamente. credo fosse pudore, l’impacciato pudore che tutti i nipoti provano di fronte agli eccessi d’amore delle nonne, però adesso non ha importanza: adesso vorrei perdermi nel tuo abbraccio e nelle tue lacrime felici. vorrei sbarazzarmi del pudore, finalmente, e vorrei piangere assieme a te. ridere forte assieme a te. sì. vorrei. nessuno può capire quanto lo vorrei, quanto vorrei gridarti che avevi ragione tu. cazzo. ma non ce la faccio a mentirti, angelo mio. non ce la faccio a dirti che “il giorno perfetto” è arrivato, non ce la faccio proprio, perché senza di te questo piccolo grande 2 novembre 2006, sebbene dolce e prezioso, resta unicamente un piccolo grande giorno.